Phishing aziendale: segnali da riconoscere subito
Il phishing aziendale è tra le tecniche di frode online più pericolose per imprese, professionisti e organizzazioni: per questo è importante tutelarsi, agendo in chiave prima di tutto preventiva e imparando a riconoscere i campanelli d’allarme.
Basta infatti una sola e-mail affinché un soggetto malintenzionato acceda ai dati sensibili. Investire nella sicurezza dei dati diventa dunque fondamentale per tutelare gli account, evitare accessi non autorizzati, furti di informazioni e compromissioni dell’infrastruttura IT.
Cos’è il phishing e perché funziona
Ma cos’è il phishing aziendale, esattamente? La Polizia Postale definisce il phishing, che è una tecnica adottata non soltanto con le aziende ma con tutte le tipologie di utenti, in questo modo: “È una particolare tipologia di truffa realizzata sulla rete Internet attraverso l’inganno degli utenti. Si concretizza principalmente attraverso messaggi di posta elettronica ingannevoli.”
La dinamica è generalmente la seguente:
- la persona riceve una mail da parte di un’organizzazione/utente che gode di solida reputazione, ad esempio un ente creditizio di cui non di rado viene clonato il logo, oppure di un portale online che richiede l’accesso;
- il messaggio contiene un invito a conferire dati riservati come credenziali o simili;
- quando l’utente agisce in tal senso, condivide informazioni riservate con i cybercriminali.
Il motivo per cui il phishing aziendale continua a funzionare riguarda soprattutto la componente psicologica. Il messaggio mette urgenza, pressione, paura di perdere un accesso oppure richieste apparentemente credibili: elementi che spingono spesso ad agire senza verificare con attenzione mittente, link o allegati.
Negli ultimi anni, inoltre, l’intelligenza artificiale ha reso le e-mail di phishing sempre più realistiche, sia dal punto di vista grafico sia per quanto riguarda linguaggio e tono comunicativo.
I segnali da non ignorare
Esistono alcuni segnali comuni alla maggior parte delle e-mail di phishing. La loro conoscenza si rivela fondamentale per tutelarsi.
E-mail sospette
Vediamo ora i campanelli d’allarme che stanno dietro un’e-mail sospetta:
- mittenti apparentemente affidabili ma con domini leggermente alterati;
- richieste urgenti di accesso, pagamento oppure verifica account;
- messaggi che invitano a condividere password o dati sensibili: una banca non lo farebbe mai;
- tono allarmistico o manipolatorio;
- errori grammaticali, formule insolite oppure comunicazioni incoerenti rispetto allo stile abituale dell’azienda o dell’ente citato.
I cybercriminali possono integrare il phishing con le tecniche di profilazione: il mittente può apparire come qualcuno che davvero si conosce.
Link e allegati pericolosi
Link e allegati rappresentano uno dei principali strumenti utilizzati negli attacchi di phishing aziendale. In particolare, è bene prestare attenzione a:
- URL abbreviati oppure differenti rispetto ai domini ufficiali;
- pagine che imitano siti bancari, portali aziendali o servizi conosciuti;
- allegati compressi o eseguibili;
- file che richiedono download immediati oppure attivazione di macro;
- link che reindirizzano verso pagine esterne sospette.
Come difendersi dal phishing
I cybercriminali fanno leva sulla vulnerabilità dell’essere umano e su quella delle strutture informatiche. Occorre quindi agire su entrambi i livelli. Lato tecnico, le misure più efficaci sono:
- utilizzo di sistemi di filtro e protezione della posta elettronica;
- autenticazione a più fattori per limitare accessi non autorizzati;
- aggiornamento costante di software, reti e dispositivi;
- verifica dell’attendibilità del mittente prima di condividere dati sensibili;
- controllo preventivo di link e allegati sospetti;
- backup periodici dei dati aziendali.
Lato umano, in caso di dubbio, la cosa migliore è sostanzialmente questa: non cliccare né scaricare allegati ed eventualmente (ad esempio nel caso di una banca) verificare direttamente con il soggetto coinvolto attraverso i canali ufficiali.
Il ruolo della formazione aziendale
Stando alle ultime statistiche, la percentuale di e-mail di phishing che vengono inviate ogni giorno è elevatissima: ammonta all’1%. Di queste, quelle aperte, con tutte le conseguenze del caso, ammontano a circa il 30%.
Per questo è fondamentale investire nella formazione aziendale, essenziale per riconoscere già con un primo colpo d’occhio una mail sospetta e approntare tutte le misure del caso. Per quanto si alzino le difese, azzerare il fenomeno si dimostra poco realistico.
È necessario che la formazione venga fatta in maniera continuativa, anche alla luce degli aggiornamenti delle nuove tecnologie e, di pari passo, delle tecniche di frode.

